«Non disperi l'umana fragilità». Il dramma dell'uomo negli scritti di san Gregorio Magno

Abbiamo conservato per te il libro «Non disperi l'umana fragilità». Il dramma dell'uomo negli scritti di san Gregorio Magno dell'autore Antonio Nicola in formato elettronico. Puoi scaricarlo dal nostro sito web voluntariadobaleares2014.es in qualsiasi formato a te conveniente!

Voluntariadobaleares2014.es «Non disperi l'umana fragilità». Il dramma dell'uomo negli scritti di san Gregorio Magno Image
DESCRIZIONE
La tradizione cristiana, specialmente in Occidente, ha molto stimato e apprezzato i modi in cui san Gregorio Magno (540-604) ha guidato con la parola, con gli scritti e con la corrispondenza epistolare molte persone in cerca di verità. San Gregorio, essendo anima tendenzialmente contemplativa, anche se costretto suo malgrado ad occuparsi di molte cose, ha frequentato con assiduità la sacra Scrittura e volentieri ripropone nei suoi scritti indicazioni morali, ascetiche, mistiche che dischiudono l'orizzonte della salvezza e della santità. Egli non si limita a piangere sulla malizia dei tempi. Uomo di fede, non illude e non scoraggia. Non intende mai rimuovere dai sentieri dell'uomo né la fatica né la tribolazione; non si compiace mai di se stesso. È maestro nell'aiutarci a rivalutare e riconsiderare non solo la nostra speranza ma anche quella di tutti gli altri esseri umani.

«Non disperi l'umana fragilità». Il dramma dell'uomo negli ...

Espressione della Sezione torinese della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, la collana di studi Studia Taurinensia nasce agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso e raccoglie i frutti delle ricerche di diversi docenti della Facoltà e di altri studiosi piemontesi.
INFORMAZIONE

AUTORE: Antonio Nicola

DATA: 2005

ISBN: 9788874022052

DIMENSIONE: 9,15 MB

SCARICARE LEGGI ONLINE

«Non disperi l'umana fragilità». Il dramma dell'uomo negli ...

Espressione della Sezione torinese della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, la collana di studi Studia Taurinensia nasce agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso e raccoglie i frutti delle ricerche di diversi docenti della Facoltà e di altri studiosi piemontesi.