Discorso sull'impossibilità dell'esistenza di Dio

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DESCRIZIONE
"Al contrario di Platone, Diogene il Cinico, Protagora e Democrito di Abdera, Epicuro, Teodoro di Cirene, e poi il romano Lucrezio sconsigliavano apertamente di smetterla di invocare delle pietre rivolgendosi attraverso di esse al cielo, con la speranza che la giustizia stesse in quei simulacri: poiché la prova più certa dell'inesistenza degli dèi - tralasciando la metafisica - sta tutta nella malvagità della natura. Diogene era solito dire infatti: 'la prova dell'assenza degli dèi sta tutta nei beni che toccano agli uomini malvagi e sciocchi, e nelle sofferenze che toccano invece agli uomini giusti e sapienti'; anche se Diogene si riferiva al culto formale delle pietre e non a una provvidenza, gli altri tuttavia neanche a una provvidenza: costoro erano davvero atei [...]. Questo saggio filosofico ha come scopo precipuo quello di distruggere la teologia dei monoteismi, e di far venire così alla luce la verità filosofica della divinità. Mi sono servito, attraverso l'analisi metafisica, di tutte le armi che ha in possesso questa scienza per rischiarare dalle tenebre il concetto stesso della provvidenza." (L'autore)

Dimostrare la non esistenza di Dio - L'estinto

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INFORMAZIONE

AUTORE: Giuseppe Turturiello

DATA: 2018

ISBN: 9788833440422

DIMENSIONE: 7,11 MB

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Cartesio: Discorso Sul Metodo (4^ Parte) - Philosophica

Se Dio assomma tutte le perfezioni, contenute in sé come note di un concetto, non può mancare dell'esistenza; se non esistesse, sarebbe meno perfetto della perfezione che gli era stata accordata. Pensare un Dio perfettissimo manchevole dell'attributo dell'esistenza è contraddittorio, dice Cartesio: «Come pensare un monte senza valle».